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Un piccolo angolo di Internet ritagliato da Sergio Turolla
Hello World
Mi chiamo Sergio Turolla e sono un full stack web developer con oltre 25 anni di esperienza.
Attualmente lavoro al mio progetto più ambizioso: R-Machine. Era nata come libreria i18n, finché non sono arrivato a una conclusione: i18n e dependency injection sono due facce della stessa medaglia. L'ho riprogettata da zero, con la DI come spina dorsale.
Quello che ne è emerso è una visione: tutto ciò da cui dipende il codice di un'applicazione — una stringa localizzata, un servizio, una porzione di stato — dovrebbe avere un nome stabile, come una tabella in un database, mentre l'implementazione che gli sta dietro resta libera di cambiare.
Il progetto
R-Machine
R-Machine è una libreria TypeScript che riduce il costo e il rischio dei cambiamenti nel codice e nei test di progetti React e Next.js.
Un codebase è un'entità dinamica: evolve refactor dopo refactor, sprint dopo sprint, iterazione LLM dopo iterazione LLM. Una domanda utile quando si valuta un'architettura non è solo "può fare X?" ma "quanti file devono cambiare quando X evolve?" — codice di produzione, test, mock, fixture. Ogni file toccato è un costo, ma anche un rischio: più codice cambia, più è probabile che qualcosa si rompa.
R-Machine unifica in un unico modello ciò che oggi richiede librerie separate per state management, i18n, dependency injection e testing. Il risultato non è la somma di quattro valori separati: è una proprietà nuova, che chiamo uniformity under change. Si apprezza a più livelli: iterazioni LLM guidate dal compilatore TypeScript come oracolo, refactoring complessi con blast radius circoscritto, meno false green nei test.